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5 cose che non sai dell’Artista Jeff Koons: Scopri le Curiosità su alcune Sculture di Koons e sulle vicende della sua vita privata con Cicciolina.

Se anche tu sei un appassionato delle sculture di Jeff Koons ed un ammiratore delle sue opere d’arte, sicuramente ti interesserà conoscere alcune delle curiosità che hanno caratterizzato i suoi lavori.

Tra queste ve ne sono due in particolare che riguardano I Tulipani di Koons e le celebri Sculture Animals J. Koons che non potrai assolutamente perderti.

Continuando a leggere questo articolo potrai scoprire quali sono le curiosità che riguardano la vita artistica ma anche quella privata di Jeff Koons.

Il Mazzo di Tulipani di Koons a Parigi tra polemiche e critiche

Il celebre Mazzo di Tulipani di Koons, che l’artista ha donato alla capitale francese in ricordo delle vittime degli attentati Isis del 2015 in cui persero la vita 150 persone, ha suscitato polemiche e critiche fin dall’inizio.

La monumentale scultura raffigurante una gigantesca mano di donna che stringe un Bouquet di Tulipani  colorati, sembra non aver mai fatto sbocciare un’intesa perfetta con la popolazione parigina.

Inizialmente la scultura Bouquet of Tulips di Jeff Koons era destinata ad una collocazione tra il Museo d’Arte Moderna ed il Palais de Tokyo, nei pressi del Trocadéro.

Tre anni di proteste a ripetizione e veleni hanno fatto sì che la scultura Koons trovasse invece la sua collocazione definitiva sul retro del Petit Palais, poco distante da Avenue des Champs-Elysées.

Ed è in quel punto un po’ più isolato dai percorsi turistici tradizionali che Il Mazzo di Tulipani di Koons, con i suoi 12 metri di altezza ed un peso che sfiora le 33 tonnellate, ha trovato la sua collocazione.

La presentazione dell’Opera di Koons è avvenuta il 4 ottobre 2019.

Alla cerimonia di presentazione erano presenti sia l’artista americano che la sindaca della città Anne Hidalgo.

Sebbene la celebre scultura di J. Koons ispiri allegria con i suoi colori vivaci ed i suoi riflessi sulla superficie a specchio, i parigini hanno sempre visto in quest’opera più una celebrazione dell’artista che non una commemorazione alle vittime dei sanguinosi attentati, oltre che un impegno economico pubblico importante per la sua manutenzione.

Per questo l’Opera d’Arte di Jeff Koons ha sempre dato origine a numerose proteste.

Il dissenso è continuato anche dopo la presentazione ufficiale del Mazzo di Tulipani di Koons, tant’è che i primi giorni di novembre, a meno di un mese dalla sua installazione, sui Tulipani di J. Koons è apparsa la scritta oscena “11 buchi di c...”

L’atto di vandalismo pare rifarsi alle sensazioni espresse dal filosofo Yves Michaud, che durante l’inaugurazione definì quest’opera come “11 ani colorati montati su steli“.

Eppure il Capolavoro di Koons ha tutte le carte in regola per essere considerato un’Opera d’Arte di inestimabile valore.

Utilizzando bronzo ed alluminio per i suoi Tulipani, Koons è riuscito a creare una scultura enorme nelle dimensioni ma al tempo stesso capace di evocare una sensazione di fragilità, come se si trattasse di vetro colorato.

Ricordiamo infine che i Tulipani di Koons sono stati ispirati all’artista da una litografia di Picasso del 1958.

Aste record per i Balloon Animals di Jeff Koons

Non capita spesso che un artista possa assistere ad un continuo superamento dei record delle sue Opere all’asta, soprattutto quando la casa d’aste è quella più blasonata della Grande Mela.

L’artista è Jeff Koons e la casa d’aste è nientemeno che Christie’s.

Jeff Koons, uno dei pochi scultori ad avere avuto questo privilegio, aveva già assistito nel novembre 2013 all’aggiudicazione del suo celebre capolavoro Balloon Dog.

In quell’occasione la scultura orange Balloon Dog di Koons era stata battuta all’asta per 58,4 milioni di dollari, facendo registrare così un record per le sculture del celebre artista.

I successi che hanno accompagnato la vita artistica di Jeff Koons negli ultimi anni però, hanno dato modo all’artista di veder nascere le basi perché quel suo record iniziale potesse essere nuovamente battuto.

Il celebre scultore che dagli anni Ottanta traduce kitsch e banalità in autentiche Opere d’Arte del valore di milioni di dollari non si è smentito, confermando ancora una volta il suo status di artista di sculture destinate a collezionisti d’arte di pregio.

Lo scorso 15 maggio 2019 infatti, si è tenuta alla casa d’aste Christie’s una nuova battuta di Opere d’Arte.

Tra i Capolavori presenti, oltre ad Opere di Warhol e di Rauschenberg, vi era il celebre Balloon Dog di J. Koons (versione orange).

La famosissima scultura Animals di Koons aveva una stima di partenza di 50 milioni di dollari.

Il Rabbit di Koons, creato nel 1986, era stato realizzato in Edizione Limitata di soli tre esemplari e la versione finita all’asta era, secondo Christie’s, l’unica rimasta in mani private.

Ad aggiudicarsela è stato il gallerista Robert Mnuchin, padre dell’attuale ministro del tesoro britannico Steven.

La cifra raggiunta all’asta da Balloon Dog di Jeff Koons ha superato di gran lunga tutte le aspettative, raggiungendo 91,1 milioni di dollari.

Con questa cifra record Koons ha così battuto ogni suo precedente primato, confermandosi così come l’artista vivente più quotato al mondo.

Le Opere Kitsch di Koons come critica al consumismo

Si può riuscire ad esprimere una critica tagliente nei confronti dell’American Way of Life e di una società sempre più votata al consumismo utilizzando quegli stessi elementi che lo alimentano?

Guardando le Opere d’Arte di Koons la risposta appare fin troppo chiara.

Sculture come i celebri Inflatables di Koons, in cui si possono ammirare stupendi Mazzi di Fiori ispirati ai gonfiabili poggiati su specchi, o come le famose Celebrations di J. Koons (di cui fanno parte anche gli enormi Balloon Dog), sono la dimostrazione di quella volontà di avvicinare l’uomo della strada all’arte.

Opere d’arte in cui ognuno può ritrovare temi a lui familiari e di facile comprensione, spesso nati dalle ispirazioni di spot e di personaggi televisivi, sono considerati elementi che creano un accostamento innegabile alla cultura Pop, e di conseguenza un legame indissolubile Koons/Warhol.

L’artista riesce a puntare il suo dito verso l’American Way of Life utilizzando proprio quegli stessi elementi che nutrono il mondo consumistico, in una sorta di apparente contraddittorietà che è in realtà una forma d’arte tra le più raffinate ed elaborate.

Dal matrimonio con Cicciolina Jeff Koons crea Made in Heaven

Nel 1991 fu celebrato il matrimonio Jeff Koons/Ilona Staller.

L’unione tra la porno star universalmente conosciuta come Cicciolina e lo scultore americano durò un solo anno.

In quei pochi mesi presero però il via importanti progetti artistici che avrebbero cambiato per sempre la vita di Koons.

Se la vita privata dell’artista è stata radicalmente modificata dalla nascita del figlio Ludwig Maximillian Koons, quella professionale trovò nella moglie la sua musa ispiratrice.

Alla pornostar Cicciolina Koons dedicò così opere d’arte famose, come Made in Heaven.

I dipinti della serie Made in Heaven di Koons si presentano come opere molto più esplicite rispetto alle altre realizzate dall’artista.

Qui Koons mette in mostra la sua vita privata, offrendo scene erotiche tra lui e Ilona Staller.

Lo scopo che l’artista si prefigge (e che riesce ad ottenere) con questa serie di opere è quello di riuscire a fondere l’arte con la vita, una tendenza piuttosto in voga nell’arte del Novecento.

Per questo motivo Koons cerca di fondere insieme desiderio e innocenza, creando una sorta di racconto moderno tra Adamo ed Eva.

La serie Made in Heaven verrà anche esposta alla Biennale di Venezia nel 1990 e sarà al centro di polemiche e contestazioni legali tra Ilona Staller e la casa d’aste Sotheby’s di New York.

La pornodiva ha infatti promosso un’azione legale dopo che Sotheby’s ha battuto all’asta alcune foto di Made in Heaven di Koons.

La Staller si è detta incapace di credere che le immagini (che hanno contribuito tra l’altro notevolmente alla grande notorietà dell’ex marito) possano essere in circolazione senza il suo consenso e soprattutto senza che lei abbia mai percepito i diritti d’autore.

L’unione Koons/Staller ha portato i due in tribunale anche per la vicenda del “rapimento” del piccolo Ludwig ad opera della madre.

In quell’occasione fu Koons a citare la Staller per aver portato via dagli Stati Uniti il piccolo Ludwig Maximillian per portarlo con se in Italia senza il consenso del padre.

Celebration di J.Koons: il dialogo a distanza tra padre e figlio

Dopo aver intrapreso senza successo le vie legali per riuscire ad avere l’affidamento del figlio Ludwig Maximillian, Koons da il via alla creazione della celebre serie Celebration.

Con quelle rappresentazioni di giocattoli (famosi ad esempio i Balloon Dog di Koons) e vari oggetti tipici delle feste di compleanno l’artista cerca di mantenere vivo il dialogo con il figlio, reso possibile oramai solo a distanza.

Di questa serie di sculture in acciaio che prendono spunto dai palloncini gonfiabili presenti spesso nei luna-park, fanno parte ben venti pezzi, ciascuno dei quali realizzato in Edizione Limitata di cinque unità ognuna di colore diverso.

Oltre ai Balloon Dog possiamo trovare tra gli altri all’interno della collezione Celebration Sculptures di Koons:

  • Balloon Rabbit
  • Balloon Swan
  • Balloon Monkey
  • Balloon Flower
  • Artwork Diamond
  • Cracked Egg
  • I cuori di San Valentino